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Poesia PDF Stampa E-mail





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LORA PRIMA copertina

Paolo Gera: L'ora prima, poesia, 2016, pp.96, € 10,00 - ISBN 978-88-940891-6-5

L'ora prima, piu' che una raccolta di componimenti, e' un itinerario poetico che trova il suo principio nei racconti del mito greco. La sorgente dei tempi remoti e' ancora fresca e zampillante, ed anche la contemporaneita', con le sue innovazioni tecnologiche, si presta ad una decodificazione mitologica. Addirittura i materiali e i processi delle nuove consuetudini sono cosi' strettamente legati ai modelli originari, che quasi nessuna distanza e' data tra il fenomeno attuale e l'archetipo. Ma L'ora prima, partendo da questi presupposti, e' anche una riflessione sui temi della solitudine, dell'emarginazione e della lotta, in modo che lo spunto lirico diventa occasione di poesia civile. I testi non hanno titoli e non e' previsto neppure un indice che ne registri la successione. Sono brandelli di realta', dura, tagliente, perche' il mito e' sostanzialmente violento e tragico. Anche le note non hanno un intento didascalico, ma si pongono in relazione dialettica con il testo poetico; non costituiscono una chiarificazione, sono piuttosto un'ulteriore tappa del cammino.


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COMPARSE copertina

Rosario Castronuovo: Comparse, poesia, 2016, pp.120, € 10,00 - ISBN 978-88-940891-3-4

Rosario e' lucano dai piedi ai capelli e oltre. I suoi ricordi lo accompagnano e si annidano ovunque, come carte di caramelle nelle tasche da cui scaturiscono le sue poesie che aprono davanti agli occhi immagini vive e colorate, quadri di vite in movimento tra le strade, le piazze del suo Sud - terra antica ed orgoliosa, mutilata dall'emigrazione - che ancora non l'abbandona e gli confronta la vita ogni giorno.
Rosario ci presenta il dramma del vivere, apre all'Oltre la nostra esistenza, la nostra fragilita'. E mentre osserva e si immerge nella vita di paese, ne trae forza e coscienza, coraggio e determinazione per proseguire la sua umana avventura.





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Voci accanto

AA.VV.: Voci accanto - Antologia di poeti modenesi, poesia, 2015, pp.208, € 13,00 - ISBN 978-88-940891-2-7

Le voci qui presenti testimoniano come questa terra mesopotamica non e' solo la patria di balsamici sapori e succosi frutti, ma anche la matrice di un respiro capace di diventare parola, conoscenza e poesia del mondo, accanto al gesto che, il mondo, lo agisce, lo muta, lo mette in divenire.
In questo tempo di comunicazioni globali e virtuali, dove la diffusione della voce e' troppo spesso proporzionale alla sua progressiva astrazione dal corpo che la emette, in questo mondo culturale dove sembra che solo i grandi eventi, le grandi adunate, le grandi impostazioni commerciali abbiano senso, possibilita' e valore, si e' scelto un medium tra i piu' antichi ed oggi desueti, il libro di carta, pensando proprio al suo odore e spessore, alla concretezza delle mani che lo avrebbero tenuto e degli occhi che lo avrebbero scorso: quasi di fianco, quasi accanto - lo spazio di un tocco dell'indice - la voce che dice e l'orecchio che ascolta.



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Meraviglie del viaggio

Rossana Roberti: Meraviglie del viaggio, poesia, 2015, pp.88, € 10,00 - ISBN 978-88-908729-0

Due raccolte di poesia composte in tempi tra loro molto lontani sono state collocate nello stesso volume. L'accostamento, casuale o voluto che sia, induce inevitabilmente ad un immediato confronto.
La prima raccolta (Tempodamore) potrebbe dirsi una specie di poemetto con un solo tema; pretende raccontare l'evento piu' importante della vita umana: la scoperta dell'amore. E lo fa con una scrittura ingenua e, a modo suo, intensa. L'autrice era certa gia' allora che si trattasse di una 'grande meraviglia'.
Nella seconda raccolta (Piccole meraviglie del viaggio) il tono si attenua, diventa descrizione domestica e affettuosa del piu' vario apparire del mondo: scorrono immagini di citta' e paesi, spettacoli del vento e del mare, combattimenti di nebbia e di sole, sorprese della notte regale e, insieme, avanza, ancora grondante emozione, il ricordo di chi si e' conosciuto. Perche' il 'viaggio' di cui si tratta non e' soltanto quello che puo' farsi per le vie del mondo, ma anche quello che si azzarda, immutabile eppure sempre nuovo, per le vie della memoria.
Le due sillogi condividono tuttavia lo stesso sforzo di chi scrive - in questo caso una donna - di usare la lingua nel modo piu' semplice, avendo come progetto consapevole un tentare di 'dire grande' 'parlando piccolo': una specie di 'sublime' capovolto consono alla poesia femminile ed alla sua verita'.

LA MISURA E LUVETTA copertina

Rossana Roberti: La misura e l'uvetta, poesia, 2016, pp.82, € 10,00 - ISBN 978-88-940891-5-8

La poesia di Rossana Roberti sfugge a qualsiasi stereotipo critico. La sua pronuncia, inconfondibile per chi la segue da tempo nel suo cammino di scrittura, si dispiega in un pervicace esercizio di liberta', lontana davvero dalla contrapposizione ancora in atto tra formalisti e contenutisti. La forma, altamente artigianale nel suo impegno di scarnificare la parola, affinche' essa nella nudita' e nella leggerezza possa custodire il respiro e la luce del semplice esserci delle cose, si lega al trascorrere metamorfico di contenuti essenziali, minimi e quotidiani della vita. La tonalita' timbrica di fondo e' quella di una voce di donna, che sta e vive dentro una lingua/trama di relazioni infinite, ognuna delle quali segna e significa l'esperienza umana e culturale della poetessa. I versi di Rossana vivono di immagini interiori colte nel loro cristallino risuonare anteriore, prima della parola, che si fa, poi, conchiglia di ascolto di un sentire differente per divenire sulla pagina deriva grafica di una perdita e di un dono. Perdita della consonanza, che il gia' dato, maschile e presuntuosamente universale, ha dissolto; dono come restituzione, attraverso il fare della poesia, del proprio respiro di donna, pronto a rigenerare il mondo in un afflato, che e' verifica di esistenza.


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mi piace il rosso

Lella Bolelli: Mi piace il rosso, poesia, 2010, pp.112, € 10,00 - ISBN 978-88-738705-6-2

Il pregio di questa poesia e' la sua sconcertante e rara sincerita'. E' lo svelarsi, il mettersi a nudo con umilta', senza scendere a compromessi con se stessa e la verita', dove la padronanza delle tecniche letterarie serve a frantumare maschere anziche' costruire abbellimenti ed alibi.
La poesia per l'autrice e' lo strumento con cui aggirare magistralmente l'esercizio aspro della quotidianita', in una mirabile sintesi tra rabbia, ribellione e gentilezza.
Con questo lavoro l'autrice sanziona il compimento del suo volo verso i piani alti della Poesia: un volo leggero e profondo, fresco e intenso, che sorprende e arricchisce il panorama letterario per la sua naturale, spontanea originalita'. (Maria Lia Lotti)
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regole ariaMaria Lia Lotti: Regole d'aria, poesia, pp. 112, € 12,00 - ISBN 978-88-738706-1-6

Non e' una semplice raccolta ma un poema, un racconto unitario di grande intensita' e tensione emotiva, ove ogni parte partecipa effusivamente alla costruzione di un percorso perseguito con coerenza e lucidita'. Un tragitto senza tentennamenti, sempre limpidamente cosciente, anche nelle immersioni piu' profonde, e teso verso un traguardo che e' al tempo stesso obiettivo e scoperta: Amore e Liberazione.
Un Amore autentico, declinato sul crinale di entrambe le dimensioni fisica e spirituale, reciprocamente metaforiche, vissuto come strumento di emancipazione dalla realta' artificiale esterna e dalle illusioni. Amore come dimensione altra, come forza privilegiata per elevarsi, trascendere le inquietudini e la deriva violenta e nichilista del nostro tempo.
L'emersione, il risveglio della coscienza, l'accettazione del vuoto senza mediazioni, il distacco accolto senza rimpianti, sono al tempo stesso coscienza del limite e massima liberta' possibile di un Se' incontenibile ma non invadente. Un Se' pronto a penetrare e a farsi penetrare da una spiritualita' raggiunta, finalmente, sul confine tra il finito e l'infinito. (Luciano Prandini)
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chincaglierieVilde Mailli: Chincaglierie, poesia, pp. 128, € 10,00 - ISBN 88-8971410-x

Chincaglierie e' il primo libro di poesie di Vilde Mailli. Gia' dal titolo (chincaglierie, come noto, indica oggetti minuti e di poco valore) mostra la predilezione dell'autrice per la misura della discrezione. Il volume e' diviso in sezioni: Stagioni, Paesaggi, Animali, Vie, Bambini ecc, tutte elencate con la semplicita' rigorosa di un inventario. I testi sono brevi, fulminanti, anche di tre, quattro versi: un tocco lieve alla porta che avverte di se' non volendo disturbare. Eppure, di questa poesia si potrebbe dire molto, per esempio che non desidera convincere, ne' ha bisogno di farsi ammirare perche' nell'onesta' del suo enunciato basta a se stessa. Il lettore passa da una sezione all'altra senza accorgersene perche' i temi sono si' diversi, ma straordinariamente identici sono lo sguardo e il tono sommesso della voce... 'Nel quadro alla finestra / dondola la betulla / natura viva'.
Il testo e' attraversato da guizzi di riflessione che lo collocano nell'ambito di quella nuova cultura delle donne che si legittima a parlare del mondo partendo da se'. Un soggetto femminile ormai consapevole che le partizioni simboliche della realta' in 'grande' e 'piccolo', 'alto' e 'basso', 'sublime' e 'quotidiano' sono conseguenti ad una separazione imposta da una storia patriarcale, hanno funzioni taciute di dominio, non hanno mai servito la felicita' degli esseri umani e neppure le ragioni del conoscere. 'L'Essenza del / Pomodoro Verde / sfugge alla parola / non alla lama che lo trafigge', 'Fare il pane / remoto il gesto / nell'attimo: Eternita''. (Rossana Roberti) Leggi un estratto del libro

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i miei stanno beneMilena Nicolini: I miei stanno bene, grazie, poesia, pp. 112, € 10,00 - ISBN 88-89714-12-4

E' raccolta poetica, in cui la vita con le sue connotazioni affettive ed emotive, con la sua energia e la sua struggenza e' divenuta lingua, parola, che batte il suo grido, gesto esemplare di un ritorno a se' mediante il ritorno alla madre, all'essenza, a Dio. La silloge nel suo insieme e' un coerente microcosmo, carico di realta' e attraversato da una storia interiore, a cui introduce il respiro orizzontale, che sfiora carne, carne di donna, e dio, termini di un'unica polarita': quella di un infinito in-carnato, di una co-azione a ripetere, di un continuo sciogliere e riannodare amore. Un infinito di origine femminile, libero e creativo, non puo' che porsi nelle forme dell'abbraccio, dell'accoglienza, si', ma anche dello sconfinamento dalle ristrettezze dell'esistente. E Milena Nicolini trasferisce tutto cio' graficamente sulla pagina con la parentesi tonda aperta e riaperta piu' volte, non potendosi mai chiudere, in quanto concavita' che cattura ogni risonanza di luce, ogni nuova possibilita' di vita. Corpo e anima di matermateria sacra in quell'esclusivo darmi essere/ senza niente in cambio, in quel suo continuare a darsi madre; ospitano ogni arrivo, ogni crescita, ogni caduta, ogni resurrezione e dischiudono il finito all'infinito, nutrendo la vita del mondo. Nella levita' e scorrevolezza dei versi - tanto belli in alcuni punti da essere spiazzanti - l'esperienza del divino viene accolta come misura avuta dalla madre, che trapassa e sfora abissi e cieli, come volonta' di vita e di felicita', come potenza d'amore, che e' piu' vera la' dove e' piu' viva. (Merys Rizzo) Leggi un estratto del libro

romanceMilena Nicolini: Romance, poesia, pp. 56, € 8,00 - ISBN 978-88-905601-0-1

E', come dice il titolo in caratteri gotici, un romanzo d'amore in versi, che vorrebbe richiamare alla mente del lettore gli antichi romanzi del ciclo bretone, con l'innamoramento timoroso ed impossibile da cancellare, l'idealizzazione cavalleresca dell'amato e dell'amore, le paure per la sua incolumita', lo scontro con le convenzioni sociali che non possono accettare l'amore fuori dalle regole, fino alla tragedia finale della separazione. Ma ai tempi dell'oggi tanto e' cambiato e in questo moderno romance i nomi mitici - Lilith o cavaliere - sono solo maschere di brevi momenti, sempre a rischio di caduta nel grottesco di una soap-opera. Ecco allora che l'autrice ricorre all'ironia che qua e la' fa serpeggiare nei versi, ma che soprattutto usa nel dare la forma al testo complessivo, facendolo duettare coi versi di Francesco Maria Piave della Traviata e racchiudendolo in capitoli segnati, con qualche alterazione, dalle vicende di quell'opera. Il rapporto diretto con i versi del piu' improbabile sentimento romantico librettistico, ma anche la carica quasi mitica che tanto pubblico ha decretato col suo amore all'opera, permettono cosi' al testo poetico di presentare il suo tragitto d'emozione, senza prendersi comunque troppo sul serio.
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tre porte ad un padreMilena Nicolini: Tre porte ad un padre, poesia, pp. 104, € 12,00 - ISBN 978-88-905601-9-4

Sono tre porte che si aprono sulle domande piu' difficili: il senso della vita, Dio, l'Amore e il Dolore, l'Oltre della Morte. E sono tre porte che anche preparano, accompagnano, interrogano la morte del padre e che vorrebbero accompagnarlo anche oltre la morte, proprio come fa la scaletta dello scultore Italo Lanfredini, che attraversa la soglia della porta e va di la': non a caso il titolo della scultura in copertina e' Oltre la soglia. Ma se le domande sono troppo forti e difficili, se le risposte sono impossibili, l'autrice ricorre allora alle parole, alle proposte, alle intuizioni di tanti, per lei, maestri e maestre di pensiero e di poesia (da Lucrezio a Paola Febbraro, da Bufalino a Luisa Colli, da Celan ad Anna Maria Farabbi) che fa precedere quasi ad ogni proprio testo in grassetto - con voce piu' alta quindi - cercando di farne dialogo, discorso, discussione: corali, insieme. Proprio per questo evita di distrarre il lettore con il puntuale riferimento alla fonte, che si potra' trovare, in tutti i dettagli, solo alla fine, in nota. Anche se sono il dolore e lo sgomento piu' acerbo che percorrono questo testo, comunque l'autrice lascia emergere ogni tanto un respiro di quiete, un'apertura, un lieve segno di speranza.
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UNO PIU UNO copertina Milena Nicolini: Uno piu' uno, se facesse duale, poesia/teatro, pp. 96, € 12,00 - ISBN 978-88-940891-8-9

Si chiude con Uno piu' uno, se facesse duale e Vita, dopo I miei stanno bene, grazie e Tre porte ad un padre, un triduo di grandi respiri: grandi solo per le parole che tentano di soffiare controvento, senza poterne fare, pero', suono coerente. Fili identitari, vitali, numinosi, mortali, amorosi, scarmigliati e compigliati insieme. Solo esistenti.







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requiem per la mia ombraMaria Chiara Papazzoni: Requiem per la mia ombra, poesia, pp.72, € 10,00 - ISBN 88-89714-04-2

Requiem per la mia ombra e' scritto 'per coloro che non sanno / far quadrare il bilancio / dei sogni' e non reggono i suffumigi di esalazioni tossiche, ai falsi dèi di cerone incrostati. Le storie della gente 'nel nullatenente trascinando' all'ombra della Ghirlandina 'assurdamente illuminata' hanno aperture teatrali, quinte esterne-interne e sul palcoscenico passa 'lallando' la molto amata nipotina Sara, che rincorre il gatto e la gitana di 'Piazza Grande nella notte degli Zingari' che 'balla e fuma / la gitana / sul palco allattando / danzando il bambino'.
La parola di Maria Chiara fluisce come un sogno cui presiede un dio, un dio oscuro che in segreto ha disegnato la geometria di un giardino tripartito: 'crepuscoli', 'vacanza' e 'addio alla mia ombra', tre aiuole le cui sponde, in cui e' trattenuto il dire che si dice, riguardano una donna 'nel pieno di un'eta' sprezzante' trainata da opposti destrieri, che si difende persino da se stessa 'celebrando una/ messa di riti propizi/ contro un/ io malandato nudo/ disteso sul prato'.
Un luogo di siderazione, di cui non si puo' e non si deve parlare, ma solo restare in ascolto. (Mariangela Della Valle)
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Fulet copertina

Luciano Prandini: Fulét (folletti), poesia, pp.150, € 13,00 - ISBN 978-88-905601-7-0

Con quest'opera scritta nel suo dialetto originario di Concordia (nel modenese, al confine col mantovano) Prandini compie un passo avanti decisivo nel suo cammino letterario.
Perche' il dialetto ora? Perche' l'italiano non gli e' piu' sufficiente per dire cio' che ha bisogno di dire. Il dialetto e' la sua domus aurea, il respiro di madre natura dalle cui profondita' gli e' possibile attingere anche l'indicibile.
Cosi' dichiara egli stesso: «Il dialetto e' l'imprinting, l'arco della mia giovinezza nel divenire del mondo; l'aedo del mio dire originario, riannodato fedelmente non come canto gregoriano, ma come fiore etico del presente. La scelta di adottarlo come arco di Ulisse per questo lavoro non risponde a nostalgie arcadiche, ma all'esigenza di attingere alle sue virtu' intrinseche: verginita', pregnanza, immediatezza, essenzialita', qualita' imprescindibili per l'evoluzione del mio percorso poetico ed esistenziale».
Fulét rappresenta l'apice di un cammino intrapreso letterariamente alla fine degli anni ottanta sull'onda di un impegno civile di ribellione e di testimonianza (Armonia di conflitti, Acque occidentali, Rosso di sera), proseguito - nel solco dell'ironia - in una piu' radicata consapevolezza sull'irreversibilita' della tragedia umana (Il sommesso viaggiatore), e che giunge ora sul crinale dell'Altrove. Quel sito ineffabile su cui ci si sporge in cerca di quelle risposte che non ci sono, ma esistono, ci avvolgono, ci sollecitano e sottendono il compimento di se'. E che solo la poesia e' in grado di rappresentare.
I folletti e i morti sono presenze impalpabili ma inalienabili: ci osservano, ci vengono incontro e ci invitano ad attraversare il loro spazio illimitato, ma irriducibile alla trascendenza. Sono l'aldila' dello specchio, l'altro da se' nell'appagamento della liberta' piu' assoluta.
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Bigiani E copertina

Emilia Bigiani: A volte l'ombra a volte l'onda, poesia, 2013, pp. 112, € 12,00 - ISBN 978-88-908729-2-1

Emilia si concede al verso per sfuggire: un modo di donarsi ulteriormente, in un connotato di consapevolezza estrema della propria dinamica complessa e contraddittoria. In questo l'anima, forse, si differenzia maggiormente dal corpo. Essa non e' interamente denudabile: sotto ogni mantello ne esiste un altro. Ingannevole e' la raffigurazione tradizionale della Verita', dea nuda. Oppure immagine imperfetta, perche' nulla e' piu' misterioso della donna. Con leggerezza teocritea, con consumata naturalezza quasi ellenica, piu' che espressioni dei sentimenti, sono enunciati della coscienza. I versi brevi avvalorano le parole, incorniciano d'attenzione i moti minimi. E le metafore e le similitudini sono rispettose allusioni dell'inesorabile.

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Gentilini G copertinaGiovanna Gentilini: Mentre rammendi ascolta il lievito, poesia, 2013, pp. 112, € 12,00 - ISBN 978-88-908729-0-7

La metafora dell'ago e del filo, '...derivata dal magistero sempre piu' attuale di Emily Dickinson', e quella molto piu' casereccia (ma non meno efficace) del lievito, rappresentano appieno l'idea di poesia messa in pratica con eleganza e passione da Giovanna Gentilini, nel movimento a volute ampie di questo libro. Anzi, il loro compenetrarsi nelle tappe decisive dell'esistenza, ora filiale ora amorosa, ora radicata nella 'casalinghitudine' ora invece proiettata con coraggio nella realta' esterna, dell'io narrante costituisce la novita' stilistica non meno che tematica di una poesia che sa come rompere il bozzolo della registrazione di un mero diario di sentimenti, per assurgere ad un'ambizione e ad un intento di specie metafisica. Cosi', il 'lievitare' di questo io sensibile, il suo tenersi insieme ricongiungendo gli sparsi elementi e le frantumate percezioni o emozioni o cognizioni cui lo induce e costringe il rapporto con gli altri, annette con grande profitto anche le sostanze degli elementi naturali e dei paesaggi, gli agenti meteorologici e i cromatismi di una realta' in perenne trasformazione, le esperienze dislocate nel tempo come quelle che cercano di orientarsi in spazi spesso intricati, onirici, mai euclidei. Neanche l'io, naturalmente, e' mai etereo o astratto, ma e' un io radicalmente corporale che danza e interagisce, soffre ed e' motore di un'energia straordinaria che si propaga al mondo attorno, mai lasciandolo intatto, piuttosto modificandolo nel profondo con una serie di atti d'amore che permettono la compenetrazione dell'ideale e del carnale, del lirico e del prosaico. E il testo si fa particolarmente acceso e originale, quando piu' liberamente lascia riecheggiare al suo interno la memoria viva del Cantico dei Cantici. Basta risillabare - per rendersene conto - un esempio simile, davvero pregnante: 'tu puoi/ aver leccato il miele/ dal favo/ bevuto il latte/ dal cocco/ succhiato il nettare/ dal fiore di magnolia/ ma se non hai sfiorato/ con un bacio/ le labbra dell'amato/ il dolce non conosci'. (Alberto Bertoni))
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MANIFESTO DIVINA COMMEDIA

TUTTA LA DIVINA COMMEDIA IN UN MANIFESTO FORMATO cm. 80 x 110 A COLORI, SU CARTA PATINATA 120 GR. LEGGIBILE AD OCCHIO NUDO
Idea e grafica di Luciano Prandini
Confezione in tubo di cartone (cm 85 h x 5 diam.) con coperchi in plastica
Costo € 25,00 + Spese di spedizione tramite corriere

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